CHI SONO

Se qualcuno ricorda la data della partita di ritorno Juventus-Arsenal della stagione calcistica 1979/80, allora sa anche quale fu il giorno che lo studio della musica si avvicinò a me.
Il mio disinteresse totale al calcio, assai anomalo per un ragazzino di 7 anni, proprio il giorno in cui fummo invitati a vedere quella parita da alcuni parenti che avevano "la TV a colori", mi portò a disertare la cena e ad allontanarmi in una stanza in cui non c'era nessuno: la cameretta di mia cugina.
E proprio lì c'era un mobile nuovo che non avevo mai visto in precedenza.
Era un pianoforte verticale nuovo fiammante, perfettamente accordato e nonostante ci fosse la serratura, il coperchio non era chiuso a chiave. Wow!!!
Può forse un ragazzino di 7 anni resistere alla tentazione di una serratura dimenticata aperta?
Iniziai a schicciare pianissimo quei tasti bianchi e neri col ditino e ci volle una frazione di secondo a farmi capire che andando verso destra i suoni erano più acuti e a sinistra più gravi.
Sembrava semplice.
Cominciai a cercare le note di una melodia che sentivo sempre, una sigletta di una TV locale dell'epoca, e che iniziava proprio col pianoforte.
Impiegai alcuni minuti per trovare, ma soprattutto memorizzare, la sequenza dei tasti.
Eh si, perché trovarli uno alla volta era facile, ma ricordarsi l'ordine dall'inizio alla fine un po' meno. Così che nel frattempo si concluse il primo tempo della partita, e con esso le urla dei parenti tuttologi di strategia calcistica a commento delle azioni.
Quasi contemporaneamente riuscii a riprodurre la melodia dall'inizio alla fine concedendomi un attimo di distrazione. Mi accorsi che i parenti mi stavano scrutando silenziosi e attoniti dalla porta non completamente aperta.
La prima a parlare fu mia zia invitandomi ad andarli a trovare tutte le volte che volevo per "giocare al pianoforte".
Ci vollero mesi per convincere i miei a farmi prendere lezioni di pianoforte.
La frase ricorrente era "ma proprio il piano? Non la chitarra che costa meno? E non è che poi ti stufi?".
No, io volevo il pianoforte, quello di legno, quello acustico. Non la pianola bontempi che mi regalarono per natale e che comunque usai nei primi anni di studio, pur detestandola.
Ricordo le prime lezioni di pianoforte, di solfeggio, l'incidente sciistico che mi costrinse per qualche mese alla sedia a rotelle, ma che ciò nonstante non mi impediva di stare girato e studiare pianoforte lo stesso. Ok, la posizione era un po' scomoda di lato, ma da piccoli nemmeno ci si fa caso.
Tre anni più tardi, con l'ingresso al conservatorio, la scoperta del violino: APRITI CIELO!!!
Inizialmente, dato che il conservatorio prevedeva anche lo studio del pianoforte complementare, portai avanti entrambi gli strumenti, ma l'attrazzione per il "quattrocorde", lo strumento più costoso di tutti (alla faccia di quel che sperava mia mamma) ebbe la meglio su di me. Come nel celebre aforisma di Oscar Wilde, so resistere a tutto tranne che alle tentazioni!!!

Gli insegnanti, il primo saggio coi duetti di Bartok accompagnato dal mitico Dario De Demo, i primi esami, il prezioso aiuto di Corrado Menegazzo che all'epoca mio compagno di scuola e ora grandissimo violinista all'Arena di Verona (e quanto se lo merita di essere lì), i primi sudori freddi e attacchi d'ansia nell'aprire la porte della stanza con la commissione d'esame, i saggi accompagnati al pianoforte, i primissimi concerti in orchestra, l'estate da eremita sistemare Bach per l'esame, le prime trasferte all'estero, i primi voli in aereo con quelle interminabili attese per l'imbarco e per il recupero dei bagali all'arrivo, il primo tour organizzato, le prime apparizioni in TV, sono tutti ricordi vivissimi, come fossero accaduti ieri, come pure il ricordo dell'emozionedel prossimo concerto, anche quella... sempre come fosse il primo.

Dal 1988 ad oggi, queste le principali orchestre con le quali ho collaborato: New Sinphony Orchestra di Treviso (dir. G. Di Toma), gruppo vocale e strumentale A. Lotti (dir. P.  Cammozzo), Rondò Veneziano (dir. G. Reverberi), Orchestra Mosaico Barocco (dir. M. Basso), Coro e Orchestra In Musica Gaudium (dir. B. Pradal), Venetian Dream Ensemble (dir. Gianni Ephrikian), Joysinger (dir. A. Dal Paos).

In ambito cameristico sinceramente ho perso il conto delle esibizioni.
Ricordo alcuni colelghi coi quali sono rimasto più legato negli anni: Stefano Zanus Fortes (chitarra), Luisa Salvagno (pianoforte), Alejandro Aguilera (pianoforte), Paola Boscolo (pianoforte), Stefania Caggiula (viola), Margherita Zane (violino), Piergiorgio Freddi (violoncello), Gabriele Mancuso (viola), Nicola Casellato (violino/viola), Alvise Stiffoni (violoncello), Giorgia Pastore (violino/viola)... e chiedo scusa a tutti quelli che ho scordato di inserire.

Ed ora la parte più eclettica di me, quella che mi ha portato inizialmente da autodidatta e successivamente attraverso il preziosissimo corso di Alvise Vidolin al passaggio dai sintetizzatori elettronici (i primi erano TOTALMENTE ANALOGICI. Ebbene si avevo il mitico KORG POLYSIX!!!) all'improvvisazione col violino elettrico effettato (dall'harmonizer al crybaby e chi più ne ha più ne metta). Proprio questa parte di me mi ha introdotto in quelle che sono state le esperienze giovanili più "lontane da casa", in Grecia, Francia, Svizzera, Lettonia, Austria, Slovenia...

Collaborazioni discografiche (talvolta anche col violino vero, quello di legno): Dove sei? (A. Iurissevich); Tam tam (Radio Rebelde); The Chamber of Answer/live in France (Sheik Omar Sanogo); Kaliom (A. Calleri), Telegram (band omonima per la sigla RAI dei mondiali di calcio); Lost Music From Bacchanales (Halo XVI); Batuk (Rosa Emilia Diaz); Parole in viaggio (F. Caon); D'Amore e di Politica (A. Iurissevich); Avansprizzacolo (Ghenga fuoriposto); Sogni al microscopio (G. Chiaradia); La Terra Nuda (Massimo Bassan che ha registrato a mia insaputa e utilizzato la traccia del live!!!); Holidays in Rome (Animarea).

Le mie piccole divagazioni dagli studi classici si sono approcciate anche alla composizione su commissione realizzando musiche per:
spettacoli teatrali: Il cavaliere dal Pestello Ardente (Avogaria, Venezia); La carovana (spettacolo su commissione del medico Gino Strada per la sensibilizzazione verso alcune tematiche relative alle vittime di guerra);
spot pubblicitari: Foster, Le Fablier, Bauer, Nike, Stefanel, Castello di Lispida;
sigle televisive: Regata Storica di Venezia edizione 1998 insieme al cantautore Alberto D'Amico, TG Speciale incendio La Fenice.